Tappeti d’estate, ma come?

di Valentina Cervelli Commenta

Chi ha detto che bisogna rinunciare ai tappeti d’estate?  L’arrivo della bella stagione non è sinonimo di rinuncia di questo complemento d’arredo per forza: scopriamo però insieme come regolarci per scegliere i modelli giusti da sfruttare in questo periodo dell’anno.

Per i colori puntare su quelli che rappresentano un trend o che più si adattano alla propria abitazione è basilare, ma per ciò che riguarda il materiale? Le opzioni sono così tante che vi è l’imbarazzo della scelta. Quel che è sicuro è che sarebbe decisamente meglio rinunciare a lana e tessuti pesanti: l’estate è una stagione che punta alla freschezza ed alla leggerezza. Ecco quindi che la prima opzione da sfruttare è quella presentata dal cotone. Non importa che si parli di un complemento tessuto, annodato o intrecciato: in ogni caso è una soluzione perfetta a prescindere dalla zona di casa nella quale lo si vuole inserire. E, non ignorabile, si tratta di un “accessorio” che è possibile ottenere ad un costo contenuto, addirittura ricavato da fibre riciclate ( e quindi ecosostenibile, N.d.R.) e facile da pulire grazie. Il tappeto di cotone è quello più personalizzabile in assoluto in forma e grandezza.

Pensando ai tappeti d’estate è possibile dare il via libera a quelli di lino, ancor meglio se composto a strati: in questo caso è il tessuto pregiato ad arricchire, anche nelle sue forme più “noiose”. Non si devono ignorare anche quelli in sisal o in cocco: due soluzioni prettamente ecologiche perfette per dare all’abitazione quel tocco di esotico che non guasta mai dalla forte resistenza ed adatti anche a case con animali domestici. Anche quelli in juta possono essere presi in considerazione: sono molto morbidi, ma difficili da lavare se si macchiano. Il bambù è perfetto per i bambini ed i tappeti in seagrass (alga marina intrecciata, N.d.R.) perfetti nelle zone più umide.

 

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