Soggiorno o living room, alcuni cenni di storia

di Valentina Cervelli Commenta

Arredare nel modo giusto non è sempre semplice: talvolta vi è anche il bisogno di affidarsi all’esperienza di un professionista. Se si vuole fare da soli diventa basilare conoscere la materia: per questo oggi vogliamo condividere alcuni cenni di storia di una delle stanze più importanti da approcciare, il salone o living room.

Come nasce il salone moderno

Come nasce il salone? Essenzilalmente già ai tempi dei Romani e dei Greci erano presenti, all’interno delle abitazioni dei più ricchi delle stanze adibite al relax e all’intrattenimento modulate in maniera similare, ma è con il Settecento che questa stanza acquisisce la concezione moderna che preserva tuttora. Sono le case dei nobili infatti, a presentare nella loro strutura questo vano che di fatto divide la parte di abitazione adibita alla vita dei possidenti da quella della servitù e dei servizi.

In base alla moda del momento e alle convenzioni sociali gli architetti curavano il progetto scegliendo specifici accessori, lavorando sulle pavimentazioni e organizzando gli spazi, dando vita a dei veri e propri manuali in materia ai quali chiunque potev ispirarsi. Il salone, va detto, era una stanza principalmente diffusa negli ambienti dell’alta borghesia, diffusasi poi con il tempo e con meno sfarzo anche tra coloro che non facevano parte della nobiltà arrivando a trasformarsi da un lusso per pochi al centro pulsante dell’abitazione per tutti. La sala da pranzo, una volta divisa dal salone, inizia a diventare comunicante nei primi decenni nel 1900 portando alla creazione del concetto di open space intorno al dopoguerra.

Il salone, pur diffondendosi a macchia d’olio dal Settecento in poi, mantiene comunque a lungo un connotato differente tra le varie classi sociali: quella che per i nobili era una sala divisoria e non sempre utilizzata per la convivialità, diventa invece per il cittadino normale il punto di ritrovo in casa, il luogo dove parlare, magari dare vita a giochi o nel Novecento ascoltare la radio.

Si può dire che la figura e l’uso del salone si sono andati via via intensificando con il progresso della tecnologia.

Cambia il salone in base allo spazio disponibile

La modifica forse più netta il salone la ha però vissuta negli ultimi anni del XX Secolo: a partire infatti dagli anni ’80 è cambiata la tipologia di appartamento a disposizione: comprare grandi metrature è divenuta un’azione complessa e le grandi living room sulle quali si poteva contare non sono più state disponibili, spingendo i proprietare a dover rivedere l’organizzazione dell’intera abitazione, rendendo parte “pubblica” della casa anche la cucina.

Vi è stata una maggiore spinta a creare collegamento con ingresso e cucina, adeguando di conseguenza l’arredo a questa nuova soluzione. Il modo in cui il salone viene arredato spesso rispecchia quello che è il livello di benessere della famiglia al quale è collegato: a prescindere da questo però si cerca di inserire al suo interno un divano, una libreria o parete attrezzata, un televisore. Tutti elementi che possono consentire di riposare, rilassarsi e comunicare al suo interno.

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