Miscelatori per il bagno: come scegliere

di Valentina Cervelli Commenta

Scegliere la rubinetteria per il bagno spesso viene fatto solo tenendo conto dell’estetica e non della “tecnica” alla base dell’oggetto: vediamo insieme come regolarsi tenendo conto di un fattore più importante: il miscelatore.

Ne esistono almeno di 4 tipologie diverse in commercio: il monoforo, quello a 3, quello a parete e quelli a pavimento e soffitto. Ed ognuna di esse si adatta, ovviamente a contesti ed a metrature diverse. Partiamo dal primo: il miscelatore monoforo è senza ogni dubbio quello più diffuso nelle abitazioni residenziali e quello più semplice da installare ed utilizzare. Esso è accompagnato dalla rubinetteria del bagno e la sua semplicità quasi sempre consente di abbinare, ad esempio, il rubinetto del lavabo a quello del bidet.

Il miscelatore a tre fori si adatta perfettamente ad essere utilizzato nei bagni classici e che vogliono ricreare un ambiente vintage e retrò: un pezzo del passato che negli ultimi anni, proprio grazie alla riscoperta di certi stili, sta tornando in auge per la sua estetica. Ovviamente va tenuto da conto il fatto che la miscelazione non avviene in automatico e che quindi si deve regolare la temperatura utilizzando le due manopole fino a raggiungere quella desiderata.

Vi è poi il miscelatore a parete, quello che scenograficamente rende di più se utilizzato in qualsiasi contesto di arredo bagno: vi è però una piccola pecca, ovvero la difficoltà di installazione. Per poterlo utilizzare infatti l’impianto deve essere progettato in maniera apposita, in modo tale che l’acqua possa raggiungere il miscelatore in modo corretto. Infine, ma non per importanza vi sono i miscelatori a pavimento e bocce a soffitto: si tratta di una scelta di design molto precisa di solito presa in considerazione per luoghi pubblici di livello o ambienti domestici raffinati e di lusso.

 

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