Arredamento, le tendenze nate ai tempi del Coronavirus

di Valentina Cervelli Commenta

L’emergenza dettata dalla pandemia di coronavirus non ha fermato gli appassionati di arredamento. Semplicemente le limitazioni hanno imposto in qualche modo la nascita di alcuni trend che si sono andati consolidando nel corso di questi mesi d’isolamento sociale: vediamoli insieme.

Funzionalità e colori neutri trend più seguiti

Il primo trend che ha caratterizzato le scelte in materia di arredamento nel corso di questo periodo molto particolare è stata sicuramente quello di far prevalere la funzionalità sullo stile: gli acquisti eseguiti nel corso di questo periodo di tempo all’interno degli shop on-line di diversi negozi di arredamento ha mostrato come la maggior parte delle persone si siano rese conto che le proprie case non sono funzionali quanto pensavano che fossero. E questo ha portato alla necessità di molti di acquistare dei mobili utili con i quali sostituire quelli privi di funzionalità, sebbene molto belli dal punto di vista estetico. Un “problema” che si è presentato in maniera più evidente all’interno delle case più piccole.

Un’altra tendenza estrapolabile dei dati relativi alle compravendite di complementi di arredo è quella della preferenza da parte della popolazione di colori neutri e soluzioni modulari. Una scelta che in entrambi i casi, seppur per ragioni differenti, mostra come coloro che hanno deciso di mettere mano al proprio arredamento abbiano sentito la necessità di creare calma è stabilita attorno a loro, unita a una capacità di “reinventare” il proprio spazio vitale con semplicità, velocità e senza troppo stress.

No a carta da parati e sì a domotica e ecosostenibilità

E se le prime due tendenze sono facilmente spiegabili dalla necessità di avere a portata di mano tutto ciò che serve in uno spazio ristretto e senza troppi problemi, quella che è definibile la terza tendenza nata nel corso dell’isolamento sociale dettato dalla pandemia di coronavirus è il rifiuto delle persone per la carta da parati. Sebbene il risultato ottenibile con loro possa essere effettivamente magistrale per ciò che concerne l’estetica, il dover rimanere chiusi in casa ha fatto rendere conto a molte persone che la carta da parati non rappresenta uno strumento di arredamento tra i più funzionali.

Infine ma non per importanza, a crescere enormemente nel corso di questo periodo di isolamento sociale obbligato è stata la passione nei confronti della domotica e del materiale ecosostenibile: che si tratti di materiale riciclato o di sistemi semplici come Alexa, le case ai tempi del coronavirus mostrano una presenza di questi due elementi decisamente più alta rispetto al passato.

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