Delta, un po’ della Roma imperiale in casa propria

di Gianni Puglisi Commenta

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Delta, proprio come il delta del fiume Tevere: una collezione di luci, mobili e oggetti ispirati alla Roma imperiale progettata e realizzata da ‘Formafantasma’, duo di designer italiani Andrea Trimarchi e Simone Farresin che hanno abilmente attualizzato l’antichità e le sue creazioni. La collezione è parte di Privato Romano Interno, programma di design contemporaneo che coinvolge designer internazionali nella produzione di arredi a tiratura limitata.

 

 

Nata dalla collaborazione tra la Galleria Giustini Stagetti e lo Studio Formafantasma, Delta è una collezione di oggetti che è incentratrata sulla suggestione delle antiche vestige romane. Il progetto, curato da Domitilla Dardi, fa parte di Privato Romano Interno, programma della galleria che fin dal 2012, con una prima collezione disegnata dai Fratelli Campana, ha coinvolto più specialisti in progetti in cui Roma è la principale fonte d’ispirazione per nuovi elementi di arredo.

 

Nella foto: lampada da tavolo a olio Aurea

 

Ma perché dare a una collezione il nome Delta? Il delta di un fiume è una formazione creata dal deposito di detriti trasportati dall’acqua per millenni. Più che riferirsi al Tevere, il fiume che attraversa Roma, il titolo della collezione esprime il caratteristico mix di stili architettonici della città che, come sedimenti, si sono stratificati attraverso i secoli.

 

Nella foto: lampada Eclipse. c’è un disco a Led luminoso appeso davanti al disco in travertino. Qui l’effetto ottico ‘ricopia’ l’oculos di 9 metri che è sulla cupola del Pantheon, 125 d.C.

 

Come accade spesso nel loro lavoro, i designer attingono alla conoscenza del passato. Ricalcando un po’ la tipologia del viaggio di formazione molto in voga nell’ ‘800, i Formafantasma hanno visitato resti archeologici romani e musei, accumulando un repertorio di foto e documenti che sono stati il fondamento di un lavoro durato più di un anno. Hanno scelto materiali quali marmi, metalli, porcellane e legni a comporre una collezione di lampade, ceramiche, un mobiletto e uno specchio.

 

Nella foto: la lampada da tavolo Helmet che si ispira a un elmetto romano del I secolo a.C. Per accendere e spegnere la luce basta far ruotare la struttura.

 

I designer sono stati attratti in particolare dagli oggetti quotidiani della Roma Imperiale e, sebbene alcuni artefatti esposti nei musei siano stati di ispirazione, altri sono stati direttamente campionati e opportunamente aggiornati per l’uso contemporaneo. Nel caso delle porcellane, i designer hanno scelto di modificare il minimo possibile le forme e i colori, che sono un chiaro riferimento alla ceramica dell’antica Roma. In netto contrasto con la moda contemporanea, infatti, nella ceramica romana il rosso è stato utilizzato per circa 500 anni e altrettanto è accaduto al nero. L’unica aggiunta a questa sobria palette cromatica è stata quella del bianco.

 

Nella foto: il set completo Vessels che si ispira alle terracotte di contenitori romani del II secolo d.C.


Nella collezione Delta, ci sono lampade a sospensione che richiamano l’oculo del Pantheon, lampade da tavolo che riproducono le forme degli elmetti di centurioni romani, dispenser per olio e aceto sono aggiornamenti di recipienti del II Secolo d.C. Le forme astratte e minimali reinterpretano la città eterna e i suoi materiali d’uso privilegiati:  marmi, ceramiche e bronzi giunti fino a noi.

 

Nella foto: Lampada a sospensione in ottone Reflector

 

Scrive Domitilla Dardi curatrice del progetto:

Complice di tutto e più di ogni altra materia possibile: la luce. Quella di Roma i Formafantasma hanno imparato a conoscerla nel suo mutamento, nel passaggio stagionale. E proprio per questo ne hanno colto l’invariante, ovvero la collaborazione stretta con la sua architettura. La luce di Roma non è mai meramente naturale, neanche quando è puro raggio solare; c’è sempre una mediazione di rifrazione, un pieno che ne intercetta la diffusione, un vuoto che ne esalta la purezza, un colore materico che ne amplifica una tonalità. Ecco allora che anche il progetto di una lampada diviene quello di un mezzo che racconti il più ampio senso della luce di un luogo agli occhi di un autore.

 

Nella foto: Contenitori Lake Bowls

 

Durante la fase di progettazione, la rigorosa bellezza delle rovine sopravvissute ai secoli si è spogliata di ogni decorazione e la perfezione funzionale degli oggetti d’uso comune conservati nei musei è apparsa agli occhi dei designer di estrema attualità, pur restando connessa all’attitudine progettuale dell’architettura romana razionalista. Per questo, specialmente nel mobiletto, il contenitore in listelli di legno montato sulla struttura di travertino ricorda sia le panche di marmo della terrazza del Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, sia il Palazzo della SGI di Luigi Moretti all’Eur.

 

Nella foto: il mobiletto Thea ispirato alla Casa delle armi di Luigi Moretti


In conclusione, Delta è al tempo stesso una collezione per cultori della ‘grande bellezza’ immortale e un ritratto di città capace di utilizzare il design per delineare inaspettati collegamenti tra periodi storici alla ricerca di una dimensione atemporale.

 

Nella foto: Specchio Imago

 

 

 

 

 

Fonte e foto formafantasma.com

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