Arredare in arte povera: vale ancora la pena

di Valentina Cervelli Commenta

Arredare in arte povera consente di sfruttare uno stile semplice e non noioso al fine di ottenere un ambiente caldo ed accogliente con il minimo sforzo: un approccio adatto sia in città in un contesto residenziale che in campagna dove si potrebbe volere ricercare qualcosa di più rustico.

Attenzione, arte povera non significa mobili minimalisti e poco ricercati, anzi: spesso i mobili pensati per questo stile vengono proposti con rifiniture interessanti in grado di dare un senso di formalità all’ambiente. E’ un vero peccato che negli ultimi anni questo approccio all’arredamento abbia perso lo charme che possedeva un tempo quando si puntava ad un ambiente residenziale tradizionalista e caldo. Ad ogni modo sono ancora diversi gli interlocutori del settore che offrono ancora questa tipologia di arredo, dando modo agli appassionati di non impazzire nella ricerca del mobile perfetto per la propria casa.

Il punto forte di questo tipo di arredamento è l’effetto di eleganza e rusticità insieme che si riesce a creare e relegarlo semplicemente alle taverne sarebbe un errore. Prima di tutto può essere utilizzato in cucina, dove i mobili in arte povera possono ricreare un ambiente caldo e dal sapore antico come quello presente nei vecchi casali anche uniti ad elementi in muratura. Stesso si può dire per il salone, dove le credenze in legno, finemente decorate rendono l’atmosfera classica e romantica. E la camera da letto? Un letto in ferro battuto o a baldacchino sono in grado di rendere perfetto lo spazio se uniti ad una cassettiera o un armadio in arte povera.

Photo Credit | Artlegnosrl

 

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