Alphabet of light, lettere di luce by Artemide

di Gianni Puglisi Commenta

Alphabet of light è l’ultima ‘luminosa’ novità in casa Artemide, azienda specializzata nella produzione di accessori per l’illuminazione, uno dei brand d’illuminazione più conosciuti al mondo. Si tratta di un alfabeto di luce: scritture luminose da comporre sui muri di casa propria per creare installazioni personalizzate, sintesi di arredo e arte. Tra la funzione e la decorazione tutto accade!

 

 

Alphabet of light è un linguaggio di luce, non il design di un oggetto ma lo sviluppo di una idea forte: comunicare con la luce con semplicità e libertà.

A partire da un abaco di essenziali elementi geometrici, BIG disegna un nuovo font che si traduce in luce, un alfabeto con cui scrivere ed esprimere pensieri, uno strumento per modellare gli spazi. Moduli base, lineari o curvi, dalle precise proporzioni geometriche permettono di combinare gli elementi costruendo infinite strutture di luce, essenziali o più complesse. E’ un principio elementare che genera un sistema aperto.

 

 

Questa idea si combina alla competenza optoelettronica di Artemide per definire un principio costruttivo innovativo e restituire una luce continua e confortevole. La complessità tecnologica si traduce in una gestualità elementare, le componenti si uniscono tramite un giunto elettromagnetico che scompare senza lasciare segni d’ombra o discontinuità. Le connessioni sono immediate, lasciando la massima libertà non solo di composizione ma anche di riconfigurazione.

 

 

L’alimentazione si trasmette da un modulo all’altro fino ad un massimo di quasi 5 metri. La sezione rivela un sistema ottico brevettato che lavora con innovativi materiali sfruttandone le proprietà ottiche all’interno di una geometria elementare.

Una sottile anima centrale in alluminio supporta due strip led che emettono sui lati opposti. La luce emessa è piacevole e diffusa, non sono visibili ombre  e non c’è abbagliamento, al tempo stesso il rendimento è elevato, la luce viene più volte riprocessata all’interno del corpo ma non va sprecata, l’assorbimento dei materiali è minimo.

 

 

Fonte e foto artemide.com

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