Il televisore del futuro complemento d’arredo?

di Valentina Cervelli Commenta

Già ora rappresentano un elemento importante, ma è più che giusto considerare i televisori del futuro come potenziali elementi di arredo: la motivazione? Essi verranno costruiti per adattarsi allo spazio che li circonda molto di più di quanto già non accada.

E’ come il solito il Ces di Las Vegas a dare tali indicazioni: è possibile infatti, grazie ai prodotti presentati in questa magnifica fiera dell’elettronica comprendere come i dispositivi cambino anche a livello estetico, tentando di attirare l’attenzione e di conseguenza divenendo qualcosa da considerare anche per il possibile effetto che posso avere all’interno di altri contesti che non siano quello d’ufficio. Ed è impossibile non notare tra le “offerte” del 2018 come il televisore sia quasi più considerato un oggetto potenzialmente centrale nella domotica e di conseguenza complemento di design.

Un esempio pratico? La Samsung ha presentato il pannello modulare chiamato “The Wall”, il primo televisore al mondo da 146 pollici, che fa utilizzo della tecnologia MicroLED:  venendo a mancare la necessità di illuminazione posteriore a livello tecnologico si può creare un “pannello televisivo” dalle dimensioni che più si preferiscono, almeno sulla teoria. Si potrebbe addirittura arredare una parete intera con questa speciale televisione. E che dire di quella “arrotolabile” della LG? E’ praticamente possibile creare una TV a scomparsa.

Insomma, i televisori del futuro, ancor più di quelli presenti sul mercato sembrano rivolgersi ad un modo di arredare differente, dove tutto diventa automatizzato e di design. E questo, soprattutto nei prossimi anni potrebbe davvero portare ad una rivoluzione nell’arrdamento.

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