Le fasi di installazione di un box doccia

di Designer Commenta

Una bella doccia fresca è tutto quello che si desidera in giornate afose come quelle estive, e chi non ne possiede una comincia a sentirne la mancanza. I motivi che spingono a desiderarla così tanto sono molteplici: è poco ingombrante, pertanto anche chi vive in un’abitazione con bagno piccolo potrà posizionarla al suo interno con facilità; è semplice da pulire rispetto alla vasca da bagno; è pratica ed economica sia dal punto di vista dei materiali che dell’installazione. A proposito di quest’ultimo punto, è importante fare alcune valutazioni prima di procedere all’acquisto e alla realizzazione di un box doccia su misura.

box doccia

Cosa considerare prima di procedere con l’installazione

Occhio a non farsi prendere dall’entusiasmo e scegliere il primo modello di doccia che capita sottomano, magari solo perché è quello più in voga, perché bisogna considerare lo spazio a disposizione (non solo in lunghezza, ma anche in altezza per le pareti) e il luogo di collocamento, e a seconda delle stime scegliere una struttura che segua la forma delle pareti. Inoltre prima dell’installazione sarebbe opportuno fare dei controlli idraulici per verificare le condizioni dello scarico e dell’allacciamento, affidandosi ad aziende qualificate. Se si vuole una doccia a filo pavimento, è importante attuare un perfetto isolamento per evitare infiltrazioni, sostituendo lo scarico classico con una canalina in cui far defluire l’acqua.

Le fasi di installazione

È fondamentale interrompere l’alimentazione dell’impianto idrico prima di posizionare il piatto doccia a terra, che dovrà essere livellato finché non raggiungerà l’orizzontalità, altrimenti non potrà funzionare in maniera corretta. Dopodiché dovrà essere raccordato lo scarico della doccia alla canalizzazione, per poi passare alla preparazione della parete di fondo, che ospiterà il miscelatore e la doccetta. La parete dovrà essere appoggiata con delicatezza contro il muro per bloccarla, poi si assembleranno le varie componenti seguendo le istruzioni. Si parte dal miscelatore, che non dovrà essere fissato troppo stretto, onde evitare il rischio di danneggiare la parete. Il flessibile per doccia dovrà essere avvitato direttamente al miscelatore o a un connettore, sempre prestando attenzione, e si procederà allo stesso modo con il supporto per la doccetta. Concluse le seguenti operazioni, si monteranno le pareti, azione che vedrà come primo step la pulizia dei profili e la conseguente applicazione su di essi e sulle parti inferiori della guarnizione di tenuta. Si continua con la posa delle pareti, unendole tra loro, e con la preparazione della porta, che dovrà essere incastrata e fissata sui profilati angolari, controllando che sia perfettamente orizzontale, in seguito andranno assemblati tutti i tramezzi al piatto doccia e si aggiungerà la maniglia. L’ultimo passaggio consisterà nel raccordo dell’impianto idrico, con il successivo controllo della tenuta stagna, così la doccia sarà pronta all’uso.

Piatto doccia e tipologie di porte

Oltre all’opzione filo pavimento, che non necessita la presenza di un piatto doccia, esistono altre soluzioni come il piatto rialzato, pratico e rapido da installare, che richiede il superamento di almeno 5 cm di gradino per poter entrare nella cabina doccia. Un’altra alternativa è il piatto da appoggio, il quale ha bisogno di una superficie piana per poter essere posato.

L’apertura del box doccia è un elemento importante da considerare per ottenere il comfort desiderato, altrimenti il rischio è quello di non godersi appieno l’ambiente doccia. Dal sicuro impatto visivo il modello angolare, perfetto per chi possiede un bagno di dimensioni ridotte e desidera ottimizzare lo spazio a disposizione. Anche l’apertura a soffietto è adatta alle piccole zone: resistente e pratica, si presta bene alle docce a nicchia. Un grande classico è invece la porta battente o scorrevole.
Passando ai miscelatori, in commercio ne esistono diverse tipologie, anche se le più diffuse sono quelle da incasso e quelle termostatiche. La prima presenta le due uscite di acqua calda e fredda ed è più semplice da montare perché non servono lavori in muratura, mentre la seconda è una soluzione tecnologica all’avanguardia, capace di mantenere la temperatura dell’acqua costante e di modularne il flusso.

Le tipologie di vetro

Fino a qualche anno fa non ci si soffermava particolarmente sul vetro del box doccia, fino a quando non c’è stata un’inversione di tendenza che ha reso la doccia un oggetto non più superfluo, ma necessario per rilassarsi, riportando al centro dell’attenzione i dettagli. I vetri trasparenti rappresentano una scelta classica, sia per la loro semplicità che per il loro prezzo contenuto. Il vantaggio principale che possiedono è la capacità di far filtrare la luce, regalando una sensazione di spazio e profondità, anche se è facile che si formino aloni di sporcizia. Bello esteticamente e super gettonato dagli amanti della privacy il vetro satinato, anche se è più una tipologia da design il fumé. Il materiale più usato è il vetro temperato, funzionale ed estetico al tempo stesso in quanto facile da pulire e poco incline all’ingiallimento, inoltre garantisce una sicurezza costante grazie alla sua abilità di resistere alle rotture, e anche qualora dovessero verificarsi produrrebbe frammenti piccolissimi e non taglienti, scongiurando il pericolo di farsi male.

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