Amaca: una soluzione (anche) da interno?

di Valentina Cervelli Commenta

Può l’amaca essere un complemento di arredo considerabile come un’ottima soluzione da utilizzare anche per l’interno? Va sottolineato, è uno dei pochi davvero considerabili atti al relax e per secoli ha rappresentato una delle soluzioni “temporanee” per dormire più interessanti.

Essa veniva infatti utilizzata dai marinai nelle navi come perfetta alternativa al pavimento sporco dell’imbarcazione. Quando si parla di amaca ai giorni nostri si parla contemporaneamente sia di una soluzione affidabile ed eclettica per esterni, sia di “amaca di design” nel momento in cui si punta ad un prodotto più “serio” e strutturato che si candida in tal modo a divenire perfetto anche per un uso importante all’interno di un abitazione. Basti pensare all’arredamento di una sala hobby:  la stanza dedicata allo svago ed al gioco è in grado di accogliere senza colpo ferire l’installazione di un amaca, soprattutto se la stessa ha un certo stile ricercato.

Ovviamente è la sua “costituzione” a dettarne l’uso in certi casi: cosa è considerabile migliore tra un’amaca classica e una autoportante? Quest’ultima, come il nome stesso sottolinea, non necessita di essere appesa in quanto può contare su un suo sostegno autonomo che può essere in legno, alluminio o metallo. Si tratta di un modello complesso da montare ma uno dei più soddisfacenti a livello di resa. La classica, nondimeno, è facilmente adattabile all’interno di un’abitazione a patto che si trovi lo stile giusto per la camera nella quale diventerà complemento d’arredo.

E’ importante, quando si decide di acquistare un’amaca e soprattutto di inserirla come arredo di interni, verificare di aver eseguito la scelta giusta anche per ciò che riguarda il materiale del telo: in questo caso il consiglio è di puntare sul naturale con la iuta, il cotone e la canapa.

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