Expo 2015, Padiglione Principato di Monaco: l’eccellenza solidale

di Gianni Puglisi 1

La conferma della partecipazione del Principato di Monaco all’Expo Milano 2015 è arrivata immediata già nel 2011.

La realizzazione del padiglione è stata affidata alla società governativa Monaco Inter Expo, che dall’anno della sua fondazione, 1997, ha curato la progettazione dei padiglioni Expo per il Principato di Monaco a Lisbona nel 1998, Hannover nel 2000, Saragozza nel 2008, Shanghai nel 2010 e, infine Yeosu nel 2012.

Nell’ambito delle linee guida del 2015 Progetto Expo, il principato monagasco ha orientato il suo intervento verso la necessità di promuovere la solidarietà, come fonte di distribuzione dei beni accumulati nel corso del tempo.

Il concept del Padiglione Principato di Monaco si basa su tre cardini fondamentali, la cooperazione come luogo internazionale di condivisione, attraverso strategie politiche, enti pubblici e privati, delle ricchezze intese, non solo in termini materiali ma anche di ricerca e conoscenza.

Una battaglia costante e appassionata condotta contro la povertà e la fame che ha impegnato il principato in una lunga lista di iniziative e progetti di respiro internazionale, mirati all’accessibilità delle risorse idriche e alla diffusione del sapere delle tecniche di produzione agricola in tutto il mondo.Uno spazio importante del Padiglione Principato di Monaco, sarà dedicato proprio alla presentazione di alcuni emblematici progetti riassuntivi di questa filosofia di solidarietà.

Altro principio guida fa riferimento alla possibilità concreta di una Governance responsabile ed etica, che riconosce il valore dell’innovazione finanziando la ricerca e le azioni che rispondono ai criteri di sostenibilità. Pertanto il padiglione accoglierà le attività sostenute dalla Fondation Albert II e dall’Institut Océanographique con scenografie e incontri volti a sensibilizzare i visitatori sul tema della salvaguardia degli oceani.

Infine il terzo nodo concettuale è rappresentato dalla didattica come strumento primario di rivoluzione delle abitudini dannose nel campo dell’alimentazione. Cibo sano, prodotti biologici e a km 0  saranno i capisaldi dell’educazione ad uno stile di vita sostenibile che sarà possibile scoprire attraverso un allestimento efficace e diretto.

Il progetto architettonico per Expo 2015, Padiglione Principato di Monaco, è stato affidato all’italiano Enrico Pollini che ha sviluppato un disegno audace e innovativo utilizzando container e tende. Le scelte rimandano espressamente e rispettivamente al modulo di trasporto commerciale più diffuso ed attuale e al tipico riparo presente nei molti paesi in cui il principato ha condotto opere di sostegno.

Questi elementi saranno connessi tra loro, concettualmente e fisicamente, attraverso un importante allestimento paesaggistico di copertura. Una metafora inequivocabile del ruolo della natura come elemento primo di sopravvivenza umana, messa in scena con una tettoia ricoperta di sfagno. Questo specie di muschio ha la capacità di assorbire acqua per un volume 20 superiore al suo e inoltre si caratterizza come antibatterico, ottimo isolante acustico, termico e fonico.

Il verde sarà presente  con un orto coltivato e una serie di aiuole che conterranno le varietà vegetali tipiche del mediterraneo e delineeranno con la propria sagoma il contorno dei 5 continenti a rappresentare lo spirito universale di Expo 2015. La scenografia del Padiglione Principato di Monaco è stata affidata allo studio tedesco Facts and Fiction che organizzerà lo spazio in undici tappe-museo interattive contenute in casse lignee da trasporto.

L’obiettivo è quello di invitare il pubblico ad informarsi in materia di pesca, sostenibilità, cooperazione internazionale e molto altro, attraverso un percorso libero e stimolante in cui le idee sono contenute in grandi scatole pronte per essere spedite nel mondo.

Al termine dell’Esposizione il Padiglione sarà smontato e impiegato per la realizzazione di un centro Croce Rossa nel Burkina Faso, dove troveranno spazio formazione ai primi soccorsi, progetti di alfabetizzazione dei bambini e infine possibilità di reddito mediante l’affitto dei locali, con l’obiettivo ultimo di rendere autonomo il centro, dopo tre anni di sostegno economico.

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