Landcarpet di Florian Pucher: un tappeto per gli appassionati di geografia

di Gianni Puglisi Commenta

Vi piace la geografia? Siete appassionati di continenti, ambienti e confini geografici? Questo è l’oggetto di design che fa per voi. Landcarpet di Florian Pucher è un tappeto moderno molto grande, ispirato alla natura e ai paesaggi d’allevamento e dell’agricoltura, per intenderci quei grandi terreni a diversi colori, dall’avana al grigio al verde prato, in cui pascolano liberi gli animali. Questo tappeto ci mostra il mondo direttamente dall’alto, come di solito possiamo vederlo solo dal finestrino dell’aereo. Quei paesaggi che ammiriamo con il naso appiccicato al finestrino, oggi sono disponibili anche per arredare la nostra casa e dare un tocco di colore al salotto oppure alle camere da letto. E così dal mappamondo al tappeto la geografia diventa ingrediente creativo per arredare la casa.

Il tappeto Landcarpet è stato ideato sulla base delle affascinanti vedute dei paesaggi dei diversi continenti, come si possono vedere dalle immagini dei satelliti, che in questo modo oltre che essere ammirate si possono anche toccare. I campi stilizzati sono di altezze differenti e fanno apparire il Landcarpet un vero e proprio paesaggio in miniatura. Così ogni Landcarpet è un pezzo unico di natura da esibire in un appartamento. E come ciascun paese è caratterizzato da paesaggi naturali e agricoli particolari di quell’ambiente, allo stesso modo il tappeto Landcarpet è disponibile in varie versioni e modelli e ognuno di essi rappresenta un particolare paesaggio e un preciso continente. Tanti i modelli disponibili. Ci sono i paesaggi verdi e beige dell’Europa, i deserti avana dell’Africa, i colori brillanti dei Paesi Bassi e la regolarità grigia e verde degli ambienti degli Stati Uniti d’America.

Landcarpet è una collezione di 88 pezzi diversi per modello in edizione limitata ed è fatta completamente a mano con lana proveniente dalla Nuova Zelanda, opportunamente lavorata dalle abili mani dei designer che l’hanno ideata.

Photo Credit| Florian Pucher

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