I suoi erano progetti arditi, fantascientifici; realizzazioni futuristiche, di chi riteneva lo spazio un’estensione di concetti sempre realizzabili. Visionaria e sovversiva, soprannominata la signora delle curve per le sue costruzioni curvilinee ed allungate, Zaha Hadid, first lady dell’architettura contemporanea, irachena naturalizzata inglese, è morta troppo presto, a soli 65 anni per un infarto mentre era ricoverata in un ospedale di Miami in cura per una bronchite. Prima donna architetto ad aver ricevuto il Premio Pritzker nel 2004, due volte Premio Stirling, di recente insignita anche con la Royal Gold Medal for Architecture, la più alta onorificenza per l’architettura del Regno Unito, proprio il prossino 22 aprile avrebbe dovuto presiedere all’inaugurazione dell’attesa Stazione Marittima di Salerno e tenere una lectio magistralis. Restano i suoi capolavori sparsi per il mondo tra cui il Maxxi a Roma e lo stadio del nuoto a Londra. Ve ne proponiamo 10 in una galleria di immagini.
