Case antisismiche, per Renzo Piano la soluzione è il legno

di Gianni Puglisi Commenta

Le case antisismiche vanno fatte in legno. Come le scuole, gli ospedali, i luoghi di pubblico intrattenimento. Parola di un architetto di fama internazionale che è anche senatore a vita, Renzo Piano che infatti ha realizzato interamente in legno l’Auditorium del Castello all’Aquila dopo il terremoto del 2009. Intanto, sui luoghi devastati dal terremoto di questi giorni, bisogna agire con cautela quasi a voler ‘rammendare’ un suolo ferito, edifici feriti, come le anime degli abitanti. “La scelta ideale è il legno: bello, sicuro, antisismico e profumato”. Piano ne aveva suggerito l’uso già qualche anno fa, a proposito dell’edilizia pubblica, scolastica. Ora si tratta di avviare cantieri ‘leggeri’ nei comuni del centro Italia rasi al suolo dal sisma per realizzare in poco tempo abitazionie non sradicare dai propri luoghi gli abitanti.

 

 

Piano l’aveva dichiarato già qualche anno fa a proposito delle scuole da edificare:

La scelta ideale è il legno: bello, sicuro, antisismico e profumato. Ma innanzitutto è energia rinnovabile. Basta piantare alberi per garantire la sostenibilità del progetto: nel giro di 20 o 30 anni, dipende dall’essenza, si ha di nuovo l’equivalente del legno usato. Per ogni metro cubo di legno impiegato ci vuole una giovane pianta. Il lavoro lo fanno poi la pioggia, il sole e la terra. Si possono creare boschi e spiegare ai ragazzi che il legno usato per la loro scuola, in questo caso 500 metri cubi, è stato sostituito da quella piccola foresta di 500 alberi. In ogni regione nasceranno così nuovi boschi, in base alle essenze del territorio

 

Ora l’architetto, in un‘intervista ha ribadito le sue idee recepite dal Governo: per costruire in sicurezza, contano i materiali. Il legno dà sicurezza a chi abbia già subito un trauma terribile e deve essere messo in grado di tornare a vivere dove è sempre stato. Quindi né container, né tendopoli ma…

 

Un cantiere leggero. Superata la prima fase, si devono prevedere abitazioni montate nella zona sismica, strutture temporanee, non definitive. Si possono fare in poco tempo case di legno a 600 euro a metro quadro. Come a Onna, in Abruzzo. Finita la ricostruzione si ricicla tutto: il terreno occupato poi torna ad essere campo di grano o pascolo.

Si tratta di un’operazione delicata:

I tempi del cantiere leggero sono più lunghi, questa è una operazione sottile, quasi omeopatica. Un rammendo che si avvicina al mio impegno di senatore sulle periferie. Sicurezza, terremoto, dissesto idrogeologico si portano dietro una idea di fondo comune: quello di ricucire senza distruggere.

C’è un Paese intero da ristrutturare e per incentivare i privati a mettere in sicurezza secondo le norme antisismiche la propria casa, occorre creare Casabonus e dare incentivi con sgravi.

Siamo eredi, indegni, di un grande patrimonio che ci è stato lasciato. Indegni perché non lo proteggiamo. Non ascoltare è colpevole. Davanti a catastrofi così non si può parlare di fatalità.

 

Fonte ansa.it

ansa.it

Photo credits  protezionecivile.gov.it

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