Expo 2015, Padiglione Eritrea: rigogliosi nelle zone aride

di Gianni Puglisi Commenta

Manca sempre meno all’Expo 2015 di Milano e molti paesi che saranno presenti alla kermesse milanese di portata universale, stanno perfezionando lo spazio a loro disposizione. Rigogliosi nelle zone aride è il tema del Padiglione Eritrea che vuole far notare come anche l’aridità possa diventare una risorsa. 

L’Expo 2015 si avvicina. Oggi presentiamo il Padiglione dell’Eritrea che ha deciso di interpretare il tema dell’evento declinandolo in questo modo: “Rigogliosi nelle zone aride: l’esperienza dell’Eritrea”.

Secondo l’Eritrea, vivere nelle zone aride, qualche volta, può essere una benedizione. Non sempre l’aridità di un posto è una disgrazia. Il Paese africano vuole dimostrare al resto del mondo la sostenibilità dei metodi agricoli tradizionali, vuole dimostrare che è possibile crearsi delle riserve di cibo a partire dalle potenzialità naturali di un paese. Le comunità rurali ci riescono ma bisogna anche saper affrontare delle sfide: quelle legate alla scarsità dell’acqua, quelle legate alla conoscenza del cibo che tradizionalmente si trova nella zona eritrea. Un cibo che ha valori nutrizionali molto buoni e può essere valorizzato da un approccio cooperativo alla coltura.

Lo spazio espositivo a favore dell’Eritrea è di 125 metri quadri all’interno del cluster delle zone aride. Qui si potranno visionare materiali illustrativi, poster, brochure, presentazioni delle zone agro-geologiche del Paese, tutte le sfide legate alla desertificazione e i metodi per la conservazione dell’acqua tramite la costruzione di argini e laghi artificiali da usare per l’agricoltura, la pesca e per il bestiame.

Sarà mostrata la catena produttiva alimentare, i metodi di coltura e raccolta tradizionali, le misure usate anche nell’area di Sheeb per evitare l la desertificazione continua. Quanto alle colture, saranno mostrate le proprietà dei frutti del giuggiolo, l’uso del mogogo e dell’adhanet al fine di avere una migliore efficienza energetica combattendo l’avanzata del deserto.

 

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